«Verde Sublime» Il parco Coronini Cronberg e la rappresentazione della natura tra Neoclassicismo e Romanticismo.

Da domani sabato 27 giugno, e fino al 10 gennaio 2021, sarà visitabile la nuova mostra di Palazzo Coronini Cronberg:

VERDE SUBLIME
Il parco Coronini Cronberg e la rappresentazione della natura tra Neoclassicismo e Romanticismo

La mostra è organizzata anche grazie alla collaborazione con la Società di Minerva.

La mostra:

La realizzazione del Parco Coronini negli ultimi decenni del XIX secolo si inserisce in un momento storico ben preciso, quello in cui Gorizia, coltivando l’ambizione di presentarsi come “Nizza austriaca”, ossia come centro di villeggiatura per i ricchi pensionati dell’impero austroungarico, vide un generale fiorire di parchi e giardini, pubblici e privati. In realtà, come spiega la mostra, la scelta del conte Alfredo Coronini Cronberg di sistemare la vasta area verde prospiciente il suo Palazzo secondo i criteri di un giardino paesaggistico all’inglese, suggeritagli da diversi illustri modelli come il Parco di Miramare, ha radici molto più lontane.

Risale infatti al XVIII secolo il progressivo abbandono dei giardini formali di età barocca a favore di una natura concepita come attraente disordine, irregolarità, in stretta continuità con la campagna circostante, punteggiata da tempietti classici, finte rovine, grotte rocciose o pagode orientali.

Ben presto questa nuova rappresentazione della natura, fatta di scorci suggestivi, visuali emozionanti e inaspettate, capace di suscitare quello che fu definito il sentimento del “sublime”, trovò espressione anche nella contemporanea rappresentazione artistica del paesaggio, a cominciare da protagonisti della stagione neoclassica come l’architetto Pietro Nobile e il pittore Francesco Caucig, con i loro disegni di alberi e rovine, fino alle testimonianze ottocentesche dell’età del Romanticismo in cui il paesaggio, non più inteso come nostalgica rievocazione classica, diventa invece uno spettacolo sempre diverso, vivo ed emozionante, fatto di varietà, spontaneità, luce e colore.

Allo stesso tempo l’Ottocento fu anche il secolo nel quale si assistette a un crescente interesse per la botanica, già ampiamente diffuso nel secolo precedente, alimentato dal continuo arrivo in Europa di nuove specie provenienti da tutto il mondo. Fu così che, come bene illustrano le collezioni Coronini, piante e fiori invasero ogni aspetto della vita quotidiana, riversandosi su ceramiche, mobili, vetri e gioielli, senza risparmiare l’abbigliamento e i ritratti. Una passione quella per i motivi floreali, che trova giustificazione nel corso del XIX secolo anche nella grande popolarità del cosiddetto “linguaggio dei fiori”, un articolato vocabolario di significati simbolici e sentimentali, utilizzato nei più diversi contesti, dalla poesia, ai libri di ricordi fino ai biglietti di auguri.