Maggio 2019 | Programma mensile dei Giovedì Minervali.

I PRIMI 300 ANNI DEL PORTO DI TRIESTE.

Programma del mese di maggio 2019

Incontri organizzati con il patrocinio del FAI – Delegazione di Trieste

Nel solco della tradizione perseguita dalla Minerva nella valorizzazione delle vicende storiche di Trieste e anche in stretta connessione con l’attualità, durante il mese di maggio 2019, gli incontri saranno dedicati al Porto di Trieste. Si intende così celebrare l’anniversario della proclamazione del Porto Franco, avvenuta 300 anni fa, il 18 marzo 1719, ad opera di Carlo VI che concedeva a Trieste la “patente”.

I Giovedì Minervali del mese di maggio sono organizzati con il patrocinio del FAI – Delegazione di Trieste: il Fondo Ambiente Italiano si può considerare a tutti gli effetti custode della nostra memoria collettiva, grazie al suo lavoro nella tutela e coinvolgimento dei giovani nella conoscenza valorizzazione del nostro patrimonio storico, artistico e naturale. Un custode vigile e attento affinché nulla vada disperso della nostra storia in quanto “un popolo senza passato è un popolo senza futuro”, motto in sintonia con i valori della Società di Minerva. A Trieste la Delegazione e il Gruppo Fai Giovani ha aperto alle visite il Porto Vecchio nel 2016, durante le Giornate FAI di Primavera che hanno accolto migliaia di persone curiose di scoprire una fetta di città sconosciuta.

Gli incontri si terranno, come di consueto, presso la Sala conferenze della Biblioteca Statale “Stelio Crise” sita in Largo Papa Giovanni XXIII 6 nelle giornate di giovedì 2, 9, 16, 23 e 30 maggio 2019 alle ore 16.45.

Il primo appuntamento, giovedì 2 maggio, vedrà protagonista Giulia Delogu (ricercatore presso Università Ca’ Foscari Venezia) con la conferenza dal titolo Il porto franco di Trieste e la nascita dell’informazione moderna nel Settecento. Il porto franco è luogo di sospensione dell’imperio, dove anche il controllo del potere politico sull’informazione viene continuamente messo in discussione in nome delle esigenze del commercio. È luogo in cui si rovesciano fenomeni d’età moderna quali la territorializzazione del potere e la nazionalizzazione della lingua e della cultura. È infine luogo di incontro tra il mercantilismo declinante e il nascente liberalismo. E proprio Trieste, nel Settecento, appare come un laboratorio in cui interessi economici, culturali e politici sono in continua negoziazione.

Giovedì 9 maggio Antonio Trampus professore ordinario presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, presenterà le nuove scoperte storiche e artistiche emerse su Maria Teresa e il porto di Trieste. Verrà presentato il diario, ancora inedito, della prima visita a Trieste, avvenuta nel 1766, di Karl von Zinzendorf, il futuro governatore del Litorale. Attraverso questa e altre fonti dell’epoca, verranno ricostruite le reti di relazioni personali, di parentela e di amicizia, che già negli anni Sessanta del Settecento crearono un fitto tessuto sociale tra Vienna, Graz, Lubiana, Trieste e Gorizia preparando il ritorno – dieci anni più tardi – di Zinzendorf come governatore di Maria Teresa.

Giovedì 16 maggio Carlo Antonio Stival (Università di Trieste), introdotto da Diana Barillari, parlerà de “Il Porto Vecchio di Trieste e i suoi Magazzini: il riuso attraverso il recupero delle tecnologie dell’epoca“. Il Porto Vecchio è stato un fattore della trasformazione urbana della città nella seconda metà del XIX secolo ed oggi gran parte degli edifici storici risulta non utilizzata anche a causa dei vincoli sussistenti sull’area. Lo studio dei suoi caratteri architettonici e delle caratteristiche costruttive può portare a individuare appropriate azioni per il recupero dei magazzini e per una loro sostenibile fornitura energetica, sovrapponendo i criteri di reversibilità e salvaguardia dell’identità culturale, che portino alla realizzazione di adeguate condizioni per lo svolgimento di moderne funzioni, parzialmente diverse da quelle originariamente previste.

Giovedì 23 maggio Nicola Strazza (Università di Trieste), introdotto da Edino Valcovich, si soffermerà su “Porto Vecchio come occasione di innovazione: l’uso di fonti energetiche rinnovabili“. Nel caso dell’ipotetica ed auspicabile rifunzionalizzazione e conseguente riqualificazione energetica degli edifici storico-industriali del Porto Vecchio, la ricerca dottorale che viene presentata ha esplorato azioni conservative e reversibili, nell’interesse di ottimizzare il sistema edificio-impianto, con l’obbiettivo finale di sfruttare la massima quota di energia rinnovabile disponibile localmente, come ad esempio, l’energia idrotermica contenuta nel mare.

L’ultimo incontro mensile del 30 maggio, grazie all’ingegnere Roberto Carollo, vedrà protagonista la Strada Ferrata della Pontebba che, dopo la prima guerra mondiale e con i nuovi confini, divenne l’unica direttrice diretta con l’Austria e l’Europa centro orientale senza passaggio obbligato attraverso il neocostituito Regno di Jugoslavia e, allo stesso tempo, la via privilegiata degli scambi commerciali del Porto di Trieste, sia del presente che del futuro.

Dopo la pausa estiva gli incontri riprenderanno nel mese di novembre.

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