#estateminervale: Il viaggio di Andrea Salvini ai porti di Olanda e Francia nel suo diario (1808-1809)

Il viaggio di Andrea Salvini ai porti di Olanda e Francia nel suo diario (1808-1809) – di Mario Marzari

[in Archeografo Serie IV – volume LXVI (CXIV della raccolta), 2006]

In quest’ultimo appuntamento estivo andremo in viaggio non più a Trieste, ma verso il nord Europa. Grazie a delle ricerche condotte in città, si è scoperto infatti un diario di viaggio che contiene un’interessante testimonianza di ingegneria navale del 1800…

Mario Marzari, durante ricerche nei i fondi dell’Archivio Diplomatico della Biblioteca Civica di Trieste, si è imbattuto in numerose tavole tinteggiate a soggetto navale. Tra queste, alcune erano firmate dal Colonnello del Genio Marittimo Andrea Salvin (o Salvini, come usava firmarsi). Salvin è noto per la carica di Direttore delle Costruzioni Navali a Venezia, ruolo che aveva ricoperto durante i due governi austriaci e quello francese. Fu anche inviato a Trieste per ispezionare e ripristinare al meglio le fortificazioni e le difese del porto, oltre che per riorganizzare la flottiglia triestina. Alla sua morte, Andrea Salvini lasciò in eredità al nipote Gaspare Tonello, professore presso l’Accademia di Commercio e Nautica Triestina (attuale Istituto Nautico), tutte le sue carte ed i suoi libri di marina tra i quali un libretto di appunti scritti a mano fatti durante il suo viaggio di studio in Olanda e Francia nel 1809. Grazie a questi appunti è stato possibile ricollegare le varie tavole che Marzari aveva trovato nell’archivio diplomatico e, si è scoperto, riproducenti quanto da lui visto durante il viaggio, ricostruendolo quasi al dettaglio. Si presuppone che, alla morte di Tonello, tutte le carte ereditate dallo zio siano rimaste tra le collezioni dell’Accademia, suo luogo di lavoro, e successivamente confluite nella Biblioteca Civica.

Ma perché Salvin fece questo viaggio in Olanda? Fu un viaggio speciale, di istruzione, in quanto fu incaricato della ristrutturazione del’Arsenale di Venezia. In tal modo si riteneva che il Salvin sarebbe poi stato in grado di riorganizzarlo secondo tecniche più moderne e seguendo metodologie francesi.

Nello scritto di Marzari vengono riportate tutte le tappe del viaggio, assieme agli appunti e gli schizzi del suo taccuino: un’interessante testimonianza di ingegneria navale dell’epoca. 

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