Aspettando ExtraMinerva | Giardini e parchi neoclassici a Trieste

Ultimo appuntamento con il tema dei giardini triestini, aspettando l’appuntamento con ExtraMinerva e la conferenza su i giardini giapponesi.

Giardini e parchi – di Marina Parladori

[in “Neoclassico. Arte, architettura e cultura a Trieste 1790-1840”, a cura di Fulvio Caputo, disponibile presso le biblioteche di Trieste >> http://bit.ly/2YMBbuP]

Facciamo un salto nel tempo e ritorniamo nella Trieste neoclassica. In questo periodo, numerosi erano i giardini annessi alle ville o realizzati in zone aperte e dedite al passeggio. Erano luoghi dove la natura si poteva esprimere liberamente e si poteva riscoprire come mettersi in contatto con essa.

In centro città i giardini più importanti di quest’epoca sono quelli di Villa Cassis Faraone (o meglio conosciuta come Necker), che ricorda il grande giardino all’italiana del palazzo di Schonbrunn a Vienna, e il parco di Villa Murat dove venne, tra l’altro, inserito un nuovo arbusto – il Liriodendro tulipifera, albero proveniente dall’America settentrionale – ed essenze arboree mai viste prima. Il negoziante tedesco Enrico Trapp costruì, a Scorcola, il primo giardino in stile inglese della città: tra le statue e le piante nuove e rare, coltivava con particolare cura molte varietà di garofani.

Tra i giardini all’italiana – di gusto tardorinascimentale con sculture,  fontane e ad impianto geometrico – sorti in questo periodo storico vanno ricordati quello di Villa Bazzoni, Villa Margherita, Villa Ermione e Lehner. Anche il giardino della famosa Villa Lazarovich fa parte di questo gruppo: Massimiliano vi soggiornò per dieci anni prima di trasferirsi a Miramare, dove ideò e costruì quello che a Trieste è il parco più importante ma, questa volta, di foggia all’inglese.

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