La strada ferrata della Pontebba.

La strada ferrata della Pontebba

giovedì 30 maggio, ore 16.45
sala al II piano della Biblioteca Statale Stelio Crise
ingresso libero

L’ultimo incontro del 30 maggioprima della pausa estiva, vedrà protagonista la Strada Ferrata della Pontebba grazie all’intervento dell’ingegnere ferroviario Roberto Carollo.

Certamente nessuno tra le Autorità invitate alla cerimonia ufficiale o tra i semplici cittadini che assistettero all’inaugurazione della “Strada Ferrata della Pontebba”, quel 30 ottobre 1879, potè mai immaginare l’importanza che nel futuro avrebbe rappresentato quella nuova direttrice ferroviaria. In effetti l’atmosfera piuttosto fredda e compassata in cui si svolse la cerimonia, al di là della ineluttabile retorica formale di circostanza, confermò la scarsa fiducia che, specie da parte austriaca dopo tre guerre in trent’anni, veniva riposta su l’apertura di questo nuovo valico tra il Regno d’Italia e il limitrofo Impero. A Pontebba si erano infatti congiunti i cantieri di costruzione provenienti da Udine lato Italia e da Tarvis (Tarvisio) lato Austria, completando così, in sei anni, una linea di montagna molto ardita che attraversava la pianura ed il Friuli pedemontano, per poi inoltrarsi nelle gole del Canal del Ferro e della Valcanale.  La sua realizzazione però, più che una reale esigenza commerciale, rappresentò il rispetto di un obbligo diplomatico assunto in base al trattato di pace, dopo la guerra del 1866 tra le due nazioni.

Ma lo scenario era destinato a mutare radicalmente dopo la Prima guerra mondiale. Con i nuovi confini la “Pontebbana” divenne l’unica direttrice diretta con l’Austria e l’Europa centro orientale, senza il passaggio obbligato attraverso il neocostituito Regno di Jugoslavia. Tale situazione si confermò ulteriormente con l’ulteriore arretramento dei confini, dopo la Seconda guerra mondiale. Fu così che ai potenziamenti già avviati negli anni ‘30, primo tra tutti l’elettrificazione del 1935, ne seguirono altri nel dopoguerra, fino al completo raddoppio nel 2000.

Dal 1918, e ancor più dopo il 1945, la “Pontebbana” è quindi divenuta l’asse ferroviario fondamentale di nordest del nostro Paese e rappresenta altresì la via privilegiata degli scambi commerciali del Porto di Trieste, sia del presente che del futuro.

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