Giovedì Minervale | presentazione della mostra virtuale “Tante braccia per il Reich! Lavoratori italiani nella Germania nazista 1938-1945”

giovedì 28 aprile 2022 dalle 16.45
alla Biblioteca Statale Stelio Crise

presentazione della mostra virtuale
Tante braccia per il Reich! Lavoratori italiani nella Germania nazista 1938-1945”

a cura di
Brunello Mantelli, Sara Bergamasco, Chiara Boscarol

 

Giovedì 28 aprile alle ore 16:45, presso la sala conferenze della Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste – Largo papa Giovanni XXIII n. 6, 2° piano – nell’ambito degli usuali Giovedì Minervali, avrà luogo la presentazione della mostra virtuale “Tante braccia per il Reich! Lavoratori italiani nella Germania nazista 1938-1945” – https://tantebracciaperilreich.eu/– grazie alla presenza degli studiosi Brunello Mantelli, Sara Bergamasco e Chiara Boscarol. In occasione di questo appuntamento, la mostra verrà presentata con particolare attenzione alle dinamiche e alle modalità del prelievo coatto di lavoratori e lavoratrici dalla città di Trieste, capitale della Zona di Operazione ‘Litorale Adriatico’, e dalla sua all’epoca vasta provincia.

Il Piccolo, 15 set 1944, Nel Comune di Trieste. Mobilitazione per il servizio del lavoro

Il Terzo Reich considerò l’impiego di manodopera straniera come uno strumento cruciale per sostenere l’economia bellica. Milioni di lavoratori provenienti in gran parte dai Paesi occupati, ma anche da quelli alleati, furono impiegati per alimentare la produzione d’interesse militare. Centinaia di migliaia di lavoratori italiani, uomini e donne, erano già stati inviati in Germania per diventare “braccia del Reich” fin dal 1938, quando l’Italia monarchico-fascista era alleata di Hitler. Il reclutamento divenne forzato nei venti mesi di occupazione tedesca del nostro Paese, fra settembre 1943 e aprile 1945.

Il primo studio organico su dinamiche e modalità del prelievo coatto di lavoratori dall’Italia dopo l’8 settembre e del loro utilizzo oltre Brennero è stato compiuto nell’ambito di una ricerca, coordinata da Brunello Mantelli, promossa e finanziata dalla Fondazione Memoria della Deportazione di Milano, da cui sono scaturiti due tomi, pubblicati grazie al contributo dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (ANRP) per Mursia nel 2019.

Grazie ad un finanziamento del Fondo italo tedesco per il Futuro e al sostegno della ANRP, la ricerca è continuata anche nel triennio 2018-2021, con la pubblicazione sia di monografie territoriali che di strumenti di divulgazione on line in un’ottica di public history, quali il portale prosopografico Lavorare per il Reich (con allo stato 16.000 schede biografiche, cifra destinata a salire nei prossimi mesi a 34.000) e la mostra multimediale Tante braccia per il Reich. Lavoratori italiani nella Germania nazista 1938-1945.

La mostra virtuale, arricchita da un poderoso apparato fotografico e documentario, è articolata in sezioni che ricostruiscono le storie, assai diverse fra loro, di un milione e duecentomila cittadini italiani, uomini e donne, che furono utilizzati come manodopera nell’economia di guerra della Germania nazista. Accanto ai 400.000 che andarono nel Reich dal 1938 al 1942 e rimpatriarono prima della crisi, relativamente liberi e con la possibilità di inviare denaro alle famiglie, possibilità in teoria presente anche dopo l’8 settembre 1943 per i civili, ma con difficoltà assai maggiori, ve ne furono infatti altri 100.000 che restarono bloccati in territorio tedesco. Ulteriori centomila persone, reclutate prevalentemente con la forza, partirono tra l’ottobre 1943 e il marzo 1945, poi vi furono i 650.000 militari caduti prigionieri della Wehrmacht dopo l’8 settembre, subito utilizzati, tranne in un primo tempo gli ufficiali, come manodopera, ed infine i deportati e le deportate nel sistema concentrazionario SS, sia perché considerati oppositori dagli occupanti e dai sostenitori della Repubblica di Salò, sia perché ebrei. Complessivamente, gli uni e gli altri furono poco più di 32.500, ed arrivarono nei KL in una fase in cui anch’essi erano stati asserviti alle esigenze dell’economia di guerra. Gli oppositori vennero destinati subito al lavoro produttivo, salvo poi essere eliminati quando non servivano più, mentre gli ebrei furono selezionati all’arrivo ad Auschwitz e, se apparivano non adatti a produrre, venivano immediatamente uccisi.

Ulteriori sezioni analizzano l’utilizzo ed il prelievo di manodopera dal punto di vista dei Territori italiani di provenienza, oltre ad approfondire una ulteriore tipologia di reclutamento, quella dei detenuti ristretti nei penitenziari e nelle carceri giudiziarie della Repubblica Sociale Italiana.

Italiani al lavoro in Germania, Deutsche Adria Zeitung, 29 gennaio 1944

La mostra, ideata e coordinata da Brunello Mantelli e realizzata da Chiara Boscarol per Divulgando Srl, ha visto il contributo di Sara Bergamasco (Zona d’Operazione Litorale Adriatico), Francesca Cavarocchi (Toscana, Treviso), Annalisa Cegna (Marche), Giovanna D’Amico (Piemonte, Sicilia, Calabria), Costantino Di Sante (Abruzzo, Lazio, Trento), Andrea Ferrari (Campania e Detenuti prelevati dalle carceri), Irene Guerrini e Marco Pluviano (Liguria), Adriana Lotto (Belluno, Venezia), Marina Moncelsi (Sardegna), Sonia Residori (Padova, Rovigo, Vicenza), Toni Rovatti (Emilia Romagna), Massimiliano Tenconi (Lombardia), Antonella Tiburzi (Umbria, Sudtirolo/Alto Adige).

 

Alla presentazione interverranno:

BRUNELLO MANTELLI, dottore di ricerca in Crisi e trasformazione della società contemporanea; ha insegnato Storia Contemporanea presso l’Università di Torino e Storia delle relazioni internazionali presso l’Università della Calabria. Più volte professore ospite presso università tedesche, si occupa in particolare di storia dei fascismi e dell’Europa nei secoli XIX e XX. Ha condiretto la ricerca sfociata ne Il libro dei deportati. Condirige il ‘Giornale di Storia Contemporanea’.

SARA BERGAMASCO, allieva di Tullia Catalan (Università degli Studi di Trieste), impiegata presso la Biblioteca statale Stelio Crise (Ministero della Cultura), ha fatto parte del comitato scientifico delle mostre ‘L’educazione spezzata. Scuole ebraiche a Trieste e Fiume durante le leggi razziali, 1938-1943’ (2006), e ‘Basta, qui siamo finiti!’ 1938: le leggi razziste a Trieste’ per il Museo della Comunità ebraica di Trieste ‘Carlo e Vera Wagner’ (2018-2019).

CHIARA BOSCAROL, Phd in Scienze dell’Antichità, indirizzo Archeologia Preistorica (Università degli Studi di Trieste). Responsabile stesura e supervisione testi, gestione contenuti, ricerche documentaristiche e fotografiche, usabilità dei sistemi multimediali per Divulgando Srl, di cui è Socia fondatrice dal 2007. Guida didattica e autrice di contenuti culturali, turistici e divulgativi per guide cartacee, multimediali, web, app, pannelli museali.