Giovedì Minervale | Pietro Nobile e Bartolomeo Bongiovanni: un’amicizia epistolare (1820-1854)

giovedì 9 giugno 2022 dalle 16.45
alla Biblioteca Statale Stelio Crise

Pietro Nobile e Bartolomeo Bongiovanni:
un’amicizia epistolare (1820-1854)

a cura di Margaret Binotto

Il prossimo appuntamento con i giovedì minervali in programma il 9 giugno alle ore 16.45, sempre presso la sala al secondo piano della Biblioteca Statale Stelio Crise, sarà dedicato alla corrispondenza epistolare tra l’architetto ticinese Pietro Nobile (1776-1854) e lo scultore e ceroplasta vicentino Bartolomeo Bongiovanni (1791-1864) è conservata nell’archivio della Soprintendenza ABAP FVG e nella Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza.

Alcune delle 55 lettere scritte da Nobile all’artista vicentino tra il 4 luglio 1827 e il 6 maggio 1853, presenti nel fondo archivistico della biblioteca vicentina, dialogano con 9 missive inviate da Bongiovanni all’architetto tra l’agosto 1847 e l’agosto 1852, conservate nel fondo Nobile acquistato nel 1952 dalla Soprintendenza triestina e studiato principalmente da Rossella Fabiani, Gino Pavan e Lucia Barbo.

Il ricco carteggio è integrato e arricchito dalle Memorie compilate da Bongiovanni con dovizia di dettagli a partire dal I° febbraio 1858 e completate nel maggio 1861. Lo scultore e l’architetto si conoscono a Vienna nel 1820, quando Bongiovanni frequenta per due anni la scuola di scultura presso l’Accademia di Belle Arti della capitale imperiale. Il giovane artista può vantare in quel momento la prestigiosa partecipazione all’impresa dell’Omaggio delle Province Venete, voluta da Leopoldo Cicognara, Antonio Canova e Pietro Goëss, governatore di Venezia. Sarà tuttavia fra il 1835 e il 1836 che Nobile, confidando nelle doti di abile scultore, cesellatore e ceroplasta, riuscirà a far ottenere al suo protetto la cattedra di “Ornato e intaglio” presso l’Accademia viennese, cattedra che Bongiovanni manterrà fino al 1851.

Emerge vivido dal racconto di Bongiovanni l’intreccio di personalità di grande rilevanza nei diversi ambiti culturali, che animava la vita sociale di Vienna, in cui il tratto significativo era dato dall’apertura internazionale e dall’attitudine al confronto di artisti, letterati e storici italiani come Pietro Nobile, Pietro Selvatico, Francesco Hayez, Pietro Mugna con architetti e ingegneri di lingua tedesca, molti dei quali allievi di Nobile, direttore della scuola di architettura dell’Accademia di Sant’Anna dal 1818 al 1849, come Paul Sprenger, Carl Roesner,  August Sicard von Sicardsburg,Eduard van der Nüll.

Nelle carte che Bongiovanni allega all’epistolario è ben evidenziato il pensiero pedagogico di Nobile, autore nel 1819 della riforma didattica dell’Accademia di Belle Arti di Vienna, riforma a cui il vicentino si ispira nel corso della suadocenza viennese.

L’ampiezza delle relazioni lavorative e sociali dei due protagonisti sia nel contesto accademico veneziano, sia in quello internazionale della corte imperiale viennese è narrato in una prosa a tratti incerta e scritta, come confessa lo scultore, “in fretta e senza lindatura e come può scrivere in carta, [chi è] più pratico degl’istromenti, che della penna”.

I due epistolari permettono infine di registrare delle “istantanee” fuggevoli e molto intime di un’amicizia fatta di consigli del più anziano maestro riguardo all’attività artistica dello scultore vicentino, come pure, viceversa, di premurose attenzioni dedicate da Bongiovanni a Nobile.